SINTESI Sardegna SIN Sulcis Iglesiente Guspinese
Questa sezione raccoglie materiali, dati e documenti utili a ricostruire il quadro conoscitivo relativo al SIN del Sulcis Iglesiente Guspinese, con l’obiettivo di favorire una lettura integrata delle informazioni e supportare le attività di ricerca, monitoraggio e analisi sul rapporto tra ambiente, territorio e salute.
Su questa assemblea

STORIA DEL TERRITORIO
Il territorio del Sulcis Iglesiente Guspinese rappresenta una delle aree storicamente più rilevanti della Sardegna per quanto riguarda le attività estrattive e industriali. La sua evoluzione è profondamente legata alla presenza di importanti giacimenti minerari, in particolare di piombo, zinco e carbone, che hanno condizionato lo sviluppo economico, sociale e ambientale dell’intera regione. Le attività minerarie nel Sulcis Iglesiente hanno origini molto antiche, ma è soprattutto a partire dall’Ottocento che si assiste a un forte sviluppo industriale del settore estrattivo, favorito da politiche di sfruttamento intensivo delle risorse e dall’interesse di capitali nazionali e internazionali. In questo periodo si affermano numerosi centri minerari e si sviluppa un sistema produttivo fortemente orientato all’estrazione e alla prima lavorazione dei minerali.
Fonte immagine: Stefano Sernagiotto PGSAS - Carbonia, Grande Miniera di Serbariu.
Nel corso del Novecento, l’attività mineraria raggiunge il suo massimo sviluppo, diventando il principale motore economico dell’area. Accanto all’estrazione si consolidano attività industriali di trasformazione, in particolare nei settori metallurgico ed energetico. Questo processo porta alla nascita di importanti poli industriali, tra cui quello di Portovesme, caratterizzato da produzioni metallurgiche legate alla lavorazione di piombo, zinco e alluminio, e successivamente allo sviluppo di attività energetiche e petrolchimiche in aree come Sarroch e Macchiareddu. A partire dagli anni Sessanta, infatti, si registra una progressiva diversificazione industriale: oltre alla trasformazione dei minerali estratti, si sviluppano attività di raffinazione del petrolio e industria petrolchimica, soprattutto nelle aree di Sarroch e Macchiareddu. Questo segna una transizione da un’economia esclusivamente mineraria a un sistema industriale più complesso e articolato.
Fonte immagine: Stefano Sernagiotto PGSAS - Fluminimaggiore, Miniera di Su Zurfuru.
A partire dalla seconda metà del Novecento, e in particolare dagli anni Settanta-Ottanta, il settore minerario entra progressivamente in crisi, a causa della riduzione della competitività economica, dell’esaurimento di alcuni giacimenti e dei cambiamenti nei mercati internazionali. Questo porta alla chiusura di numerose miniere e alla dismissione di ampie porzioni del sistema produttivo. La fase di deindustrializzazione lascia sul territorio una pesante eredità ambientale, caratterizzata dalla presenza di siti minerari abbandonati, discariche di residui di lavorazione e aree industriali dismesse. In particolare, le attività estrattive e metallurgiche hanno prodotto ingenti quantità di rifiuti minerari ricchi di metalli pesanti, che nel tempo si sono dispersi nell’ambiente a causa dell’azione degli agenti atmosferici.
Il territorio del Sulcis Iglesiente Guspinese si configura quindi oggi come un’area che sintetizza l’intero ciclo storico dell’industrializzazione mineraria e della successiva crisi, rappresentando un caso emblematico di trasformazione economica e di impatto ambientale su larga scala. Tale eredità ha portato all’inclusione dell’area tra i Siti di Interesse Nazionale (SIN), riconosciuti per l’elevato livello di contaminazione e la necessità di interventi di bonifica.
ISTITUZIONE DEL SIN E PERIMETRAZIONE
Il SIN Sulcis Iglesiente Guspinese rientra tra i siti individuati dal Decreto del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio del 18 settembre 2001, n. 468 (Programma nazionale di bonifica e ripristino ambientale). La perimetrazione è stata definita con Decreto del Ministero dell’Ambiente del 12 marzo 2003 e, in origine, comprendeva 39 comuni. Successivamente, su istanza della Regione Sardegna e a seguito di approfondite indagini, è stata effettuata una riperimetrazione con riferimento alla Deliberazione della Giunta Regionale n. 27/13 del 1° giugno 2011, formalizzata con decreto del 28 ottobre 2016; quest’ultima ha ridotto il numero dei comuni compresi nel SIN a 25.
La nuova perimetrazione ha consentito di individuare in modo più preciso le aree effettivamente interessate da fenomeni di contaminazione di suolo e acque, riducendo il territorio oggetto di indagine preliminare.

Fonte immagine: https://bonifichesiticontaminati.mite.gov.it/sin-34/
Il SIN si estende complessivamente per circa 32.400 ettari a mare e circa 19.750 ettari a terra, interessando 4 comuni della Città Metropolitana di Cagliari e 21 comuni della provincia del Sud Sardegna per un totale di 25 comuni.
Le aree perimetrate sono riconducibili a tre principali tipologie:
- siti minerari dismessi (circa 9.100 ha);
- agglomerati industriali (circa 7.600 ha);
- attività industriali isolate (circa 3.000 ha).
Fonte immagine: Sergio Melis, CC BY-NC-SA - Porto Flavia e Masua.
CARATTERISTICHE AMBIENTALI E PRINCIPALI PROBLEMATICHE
Lo stato e la tipologia delle contaminazioni nel SIN sono strettamente legati alle lavorazioni industriali e minerarie storicamente svolte nel territorio. Il Sulcis Iglesiente Guspinese rappresenta la zona della Sardegna con il più elevato grado di compromissione ambientale, dovuto alla secolare attività mineraria e alla presenza di importanti risorse minerarie.
Le principali criticità ambientali riguardano:
- contaminazione diffusa dei suoli e delle acque sotterranee da metalli pesanti, con concentrazioni superiori ai valori di fondo naturale;
- presenza di ingenti volumi di residui della lavorazione mineraria, naturalmente ricchi in metalli pesanti;
- dispersione degli inquinanti nel tempo per effetto degli agenti atmosferici.
Nelle aree industriali metallurgiche (in particolare Portovesme), si rilevano contaminazioni da metalli pesanti con concentrazioni elevate nei materiali utilizzati per la realizzazione di piazzali industriali, con conseguente impatto su suolo e falde.
Sono inoltre presenti contaminazioni da:
- IPA (idrocarburi policiclici aromatici)
- fluoruri
- idrocarburi
- composti organi ciclorurati.
I top soil esterni alle aree industriali risultano contaminati principalmente da metalli pesanti, attraverso un modello concettuale che vede come principale fonte di contaminazione la dispersione eolica e ricaduta atmosferica dagli abbancamenti di materie prime e rifiuti industriali.
Nel caso del polo petrolchimico di Sarroch, le contaminazioni sono prevalentemente legate a idrocarburi, BTEX, IPA e composti organoclorurati, originati dai cicli di produzione del cloro soda e del dicloroetano.
Fonte immagine: Alberto Monteverde PGSAS - Guspini, Miniera Montevecchio.
INTERVENTI DI BINIFICA E PROGRAMMAZIONE
Le attività di bonifica nei siti minerari dismessi sono state inizialmente affidate a un Commissario Delegato fino al 31 dicembre 2012; successivamente, in attuazione dell’Ordinanza di rientro n. 104 del 16 luglio 2013 (OCDPC 104/2013), le competenze sono tornate al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM), oggi Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE). Per migliorare l’efficacia e la rapidità degli interventi, il 27 novembre 2013 è stato sottoscritto un Accordo di Programma tra Ministero e Regione Sardegna, finalizzato alla semplificazione e allo snellimento delle procedure tecnico-amministrative.
Tale accordo prevede:
- il coordinamento tra istituzioni;
- l’attivazione di Tavoli Tecnici Istruttori;
- la convocazione di Conferenze di Servizi per l’approvazione dei progetti.
Il MASE ha stanziato complessivamente circa 68 milioni di euro per il SIN, così ripartiti:
- circa 34,2 milioni di euro (fondi legge n. 426/1998 e D.M. n. 468/2001);
- circa 5,9 milioni di euro per la messa in sicurezza dell’area Eurallumina;
- circa 27,5 milioni di euro per interventi nelle aree comprese nel SIN.
Fonte immagine: G. Alvito – Porto Flavia.
SITOGRAFIA E RIFERIMENTI
- https://www.sardegnaambiente.it/index.php?xsl=612&s=168559&v=2&c=4806&idsito=18
- https://bonifichesiticontaminati.mite.gov.it/sin-34/
- https://sites.google.com/view/miniere-italia/regioni/sardegna/il-sulcis-iglesiente-come-sin
- https://www.regione.sardegna.it/notizie/bonifica-del-sin-sulcis-iglesiente-guspinese-l-assessora-dell-ambiente
- https://www.isprambiente.gov.it/it/archivio/notizie-e-novita-normative/notizie-ispra/2014/08/ispra-caratterizzazione-dei-fondali-prospicienti-il-sito-d2019interesse-nazionale-del-sulcis-iglesiente-guspinese
- https://parcogeominerario.sardegna.it/
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