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One Health Citizen Science

Valutazione della esposizione e della salute secondo l’approccio integrato One Health con il coinvolgimento delle comunità residenti in aree a forte pressione ambientale in Italia

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Modifiche a "Comunicare ambiente e salute: il ruolo della partecipazione dentro One Health Citizen Science"

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    Quando si parla di rischio ambientale, spesso si immagina che il problema principale sia avere abbastanza dati per descriverlo ma esiste un’altra sfida, meno visibile e altrettanto importante: rendere quei dati comprensibili, costruire fiducia e creare le condizioni perché le persone possano orientarsi dentro temi complessi.

    È attorno a questa idea che si sviluppa una parte importante del lavoro di One Health Citizen Science, il progetto che mette in relazione salute, ambiente, ricerca e partecipazione nei territori caratterizzati da forte pressione ambientale.

    Nella plenaria di progetto, a Venezia dal 28 al 29 aprile 2026 (Collegamento esterno), uno dei temi ricorrenti è stato proprio il ruolo della comunicazione del rischio come elemento che accompagna il progetto lungo tutto il suo sviluppo: dalla costruzione delle domande alla restituzione dei risultati, fino al confronto sulle possibili implicazioni per la salute pubblica.

    Tra i territori coinvolti nel progetto, alcuni disponevano già di esperienze consolidate di relazione con i cittadini mentre altri hanno richiesto percorsi più graduali di ascolto e coinvolgimento; da questa consapevolezza nasce il lavoro portato avanti da OHCS per definire approcci adattabili ai diversi contesti e orientati a facilitare il dialogo tra tecnici, istituzioni e comunità, anche attraverso strumenti metodologici, momenti formativi e percorsi di accompagnamento rivolti alle diverse unità operative. Tra le attività richiamate durante la plenaria figurano iniziative dedicate alla comunicazione del rischio, alla lettura dei contesti territoriali, ai processi partecipativi e al confronto tra esperti, istituzioni e comunità.

    Durante la due giorni veneziana è emersa, come elemento di valore dell’intero percorso progettuale, anche l’esperienza della Summer School realizzata a Iglesias (Collegamento esterno), richiamata come occasione di incontro tra formazione, partecipazione e costruzione di competenze condivise sui temi ambiente-salute; allo stesso modo sono state ricordate esperienze orientate all’inclusione e all’accessibilità dei processi partecipativi, con l’obiettivo di ampliare la possibilità di accesso e comprensione da parte di pubblici differenti.

    Dentro questo approccio, comunicare non significa semplificare fino a perdere complessità ma costruire condizioni che permettano alle persone di entrare in relazione con temi scientifici articolati senza esserne escluse, in una prospettiva che considera il rischio come qualcosa da attraversare insieme, con strumenti capaci di unire rigore scientifico, ascolto e partecipazione.

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  • +["<p>Quando si parla di rischio ambientale, spesso si immagina che il problema principale sia avere abbastanza dati per descriverlo ma esiste un’altra sfida, meno visibile e altrettanto importante: <strong>rendere quei dati comprensibili, costruire fiducia e creare le condizioni perché le persone possano orientarsi dentro temi complessi</strong>.</p><p>È attorno a questa idea che si sviluppa una parte importante del lavoro di One Health Citizen Science, il progetto che mette in relazione salute, ambiente, ricerca e partecipazione nei territori caratterizzati da forte pressione ambientale.</p><p><a href=\"https://partecipa.poliste.com/assemblies/OHCS/f/107/proposals/563\" rel=\"noopener noreferrer\" target=\"_blank\">Nella plenaria di progetto, a Venezia dal 28 al 29 aprile 2026&nbsp;(Collegamento esterno)</a>, uno dei temi ricorrenti è stato proprio il ruolo della <strong>comunicazione del rischio come elemento che accompagna il progetto lungo tutto il suo sviluppo</strong>: dalla costruzione delle domande alla restituzione dei risultati, fino al confronto sulle possibili implicazioni per la salute pubblica.</p><p>Tra i territori coinvolti nel progetto, alcuni disponevano già di esperienze consolidate di relazione con i cittadini mentre altri hanno richiesto percorsi più graduali di ascolto e coinvolgimento; da questa consapevolezza nasce il lavoro portato avanti da OHCS per definire approcci adattabili ai diversi contesti e orientati a facilitare il dialogo tra tecnici, istituzioni e comunità, anche attraverso strumenti metodologici, momenti formativi e percorsi di accompagnamento rivolti alle diverse unità operative. Tra le attività richiamate durante la plenaria figurano iniziative dedicate alla comunicazione del rischio, alla lettura dei contesti territoriali, ai processi partecipativi e al confronto tra esperti, istituzioni e comunità.</p><p>Durante la due giorni veneziana è emersa, come elemento di valore dell’intero percorso progettuale, anche l’<a href=\"https://partecipa.poliste.com/assemblies/OHCS/f/148/\" rel=\"noopener noreferrer\" target=\"_blank\"><strong>esperienza della Summer School realizzata a Iglesias</strong>&nbsp;(Collegamento esterno)</a><strong>, richiamata come occasione di incontro tra formazione, partecipazione e costruzione di competenze condivise sui temi ambiente-salute</strong>; allo stesso modo sono state ricordate esperienze orientate all’inclusione e all’accessibilità dei processi partecipativi, con l’obiettivo di ampliare la possibilità di accesso e comprensione da parte di pubblici differenti.</p><p><strong>Dentro questo approccio, comunicare non significa semplificare fino a perdere complessità ma costruire condizioni che permettano alle persone di entrare in relazione con temi scientifici articolati senza esserne escluse</strong>,<strong> in una prospettiva che considera il rischio come qualcosa da attraversare insieme</strong>, <strong>con strumenti capaci di unire rigore scientifico, ascolto e partecipazione</strong>.</p>"]
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    Quando si parla di rischio ambientale, spesso si immagina che il problema principale sia avere abbastanza dati per descriverlo ma esiste un’altra sfida, meno visibile e altrettanto importante: rendere quei dati comprensibili, costruire fiducia e creare le condizioni perché le persone possano orientarsi dentro temi complessi.

    È attorno a questa idea che si sviluppa una parte importante del lavoro di One Health Citizen Science, il progetto che mette in relazione salute, ambiente, ricerca e partecipazione nei territori caratterizzati da forte pressione ambientale.

    Nella plenaria di progetto, a Venezia dal 28 al 29 aprile 2026 (Collegamento esterno), uno dei temi ricorrenti è stato proprio il ruolo della comunicazione del rischio come elemento che accompagna il progetto lungo tutto il suo sviluppo: dalla costruzione delle domande alla restituzione dei risultati, fino al confronto sulle possibili implicazioni per la salute pubblica.

    Tra i territori coinvolti nel progetto, alcuni disponevano già di esperienze consolidate di relazione con i cittadini mentre altri hanno richiesto percorsi più graduali di ascolto e coinvolgimento; da questa consapevolezza nasce il lavoro portato avanti da OHCS per definire approcci adattabili ai diversi contesti e orientati a facilitare il dialogo tra tecnici, istituzioni e comunità, anche attraverso strumenti metodologici, momenti formativi e percorsi di accompagnamento rivolti alle diverse unità operative. Tra le attività richiamate durante la plenaria figurano iniziative dedicate alla comunicazione del rischio, alla lettura dei contesti territoriali, ai processi partecipativi e al confronto tra esperti, istituzioni e comunità.

    Durante la due giorni veneziana è emersa, come elemento di valore dell’intero percorso progettuale, anche l’esperienza della Summer School realizzata a Iglesias (Collegamento esterno), richiamata come occasione di incontro tra formazione, partecipazione e costruzione di competenze condivise sui temi ambiente-salute; allo stesso modo sono state ricordate esperienze orientate all’inclusione e all’accessibilità dei processi partecipativi, con l’obiettivo di ampliare la possibilità di accesso e comprensione da parte di pubblici differenti.

    Dentro questo approccio, comunicare non significa semplificare fino a perdere complessità ma costruire condizioni che permettano alle persone di entrare in relazione con temi scientifici articolati senza esserne escluse, in una prospettiva che considera il rischio come qualcosa da attraversare insieme, con strumenti capaci di unire rigore scientifico, ascolto e partecipazione.

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  • +["<p>Quando si parla di rischio ambientale, spesso si immagina che il problema principale sia avere abbastanza dati per descriverlo ma esiste un’altra sfida, meno visibile e altrettanto importante: <strong>rendere quei dati comprensibili, costruire fiducia e creare le condizioni perché le persone possano orientarsi dentro temi complessi</strong>.</p><p>È attorno a questa idea che si sviluppa una parte importante del lavoro di One Health Citizen Science, il progetto che mette in relazione salute, ambiente, ricerca e partecipazione nei territori caratterizzati da forte pressione ambientale.</p><p><a href=\"https://partecipa.poliste.com/assemblies/OHCS/f/107/proposals/563\" rel=\"noopener noreferrer\" target=\"_blank\">Nella plenaria di progetto, a Venezia dal 28 al 29 aprile 2026&nbsp;(Collegamento esterno)</a>, uno dei temi ricorrenti è stato proprio il ruolo della <strong>comunicazione del rischio come elemento che accompagna il progetto lungo tutto il suo sviluppo</strong>: dalla costruzione delle domande alla restituzione dei risultati, fino al confronto sulle possibili implicazioni per la salute pubblica.</p><p>Tra i territori coinvolti nel progetto, alcuni disponevano già di esperienze consolidate di relazione con i cittadini mentre altri hanno richiesto percorsi più graduali di ascolto e coinvolgimento; da questa consapevolezza nasce il lavoro portato avanti da OHCS per definire approcci adattabili ai diversi contesti e orientati a facilitare il dialogo tra tecnici, istituzioni e comunità, anche attraverso strumenti metodologici, momenti formativi e percorsi di accompagnamento rivolti alle diverse unità operative. Tra le attività richiamate durante la plenaria figurano iniziative dedicate alla comunicazione del rischio, alla lettura dei contesti territoriali, ai processi partecipativi e al confronto tra esperti, istituzioni e comunità.</p><p>Durante la due giorni veneziana è emersa, come elemento di valore dell’intero percorso progettuale, anche l’<a href=\"https://partecipa.poliste.com/assemblies/OHCS/f/148/\" rel=\"noopener noreferrer\" target=\"_blank\"><strong>esperienza della Summer School realizzata a Iglesias</strong>&nbsp;(Collegamento esterno)</a><strong>, richiamata come occasione di incontro tra formazione, partecipazione e costruzione di competenze condivise sui temi ambiente-salute</strong>; allo stesso modo sono state ricordate esperienze orientate all’inclusione e all’accessibilità dei processi partecipativi, con l’obiettivo di ampliare la possibilità di accesso e comprensione da parte di pubblici differenti.</p><p><strong>Dentro questo approccio, comunicare non significa semplificare fino a perdere complessità ma costruire condizioni che permettano alle persone di entrare in relazione con temi scientifici articolati senza esserne escluse</strong>,<strong> in una prospettiva che considera il rischio come qualcosa da attraversare insieme</strong>, <strong>con strumenti capaci di unire rigore scientifico, ascolto e partecipazione</strong>.</p>"]
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Versione creata il 09/06/2026 22:03
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