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One Health Citizen Science

Valutazione della esposizione e della salute secondo l’approccio integrato One Health con il coinvolgimento delle comunità residenti in aree a forte pressione ambientale in Italia

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Modifiche a "One Health Citizen Science: il 27 e 28 aprile 2026 a Venezia una plenaria per mettere in comune risultati, strumenti e prospettive"

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    Il 27 e 28 aprile 2026 Venezia ha ospitato la riunione plenaria del progetto One Health Citizen Science, un momento di lavoro e confronto che ha riunito partner istituzionali, enti di ricerca, università, referenti territoriali, soggetti impegnati nella comunicazione e nel management di progetto.

    L’incontro, organizzato dalla Regione Veneto, ha rappresentato uno spazio di allineamento e confronto tra realtà territoriali molto diverse tra loro ma accomunate da una stessa domanda di fondo: come comprendere meglio il rapporto tra ambiente e salute e come costruire strumenti sempre più efficaci per viverlo insieme alle comunità.

    La plenaria si è sviluppata come un momento di ricognizione collettiva sul lavoro svolto fino a fine aprile 2026 e sulle attività ancora in corso, con l’obiettivo di verificare l’avanzamento del progetto, condividere strumenti e metodologie, valorizzare i risultati già raggiunti e programmare in modo coordinato gli ultimi mesi di lavoro.

    Uno degli elementi emersi con maggiore forza è stata la volontà di leggere One Health Citizen Science come un’esperienza che prova a costruire connessioni tra competenze, territori e livelli diversi di intervento; nel corso della plenaria, infatti, si è parlato di monitoraggio ambientale, valutazione dell’esposizione, epidemiologia, biomonitoraggio, sorveglianza sanitaria, formazione, comunicazione del rischio e partecipazione delle comunità, mettendo in relazione attività che spesso, nei percorsi tradizionali, tendono a procedere in modo parallelo.

    Accanto agli aggiornamenti sullo stato di avanzamento delle attività tecnico-scientifiche, una parte importante del confronto è stata dedicata ai processi di coinvolgimento dei cittadini e al ruolo della comunicazione nella costruzione di percorsi di salute pubblica più accessibili e condivisi; sono state quindi richiamate esperienze territoriali differenti, accomunate dall’idea che la produzione di conoscenza non possa esaurirsi nella raccolta dei dati ma debba accompagnarsi a momenti di restituzione, ascolto e interpretazione condivisa.

    Tra i temi trasversali affrontati durante le due giornate è emersa anche l’importanza della formazione come leva di cambiamento. Formazione rivolta ai professionisti, alle istituzioni, ai territori e alle nuove generazioni, con l’obiettivo di rafforzare competenze capaci di leggere insieme ambiente, salute e dimensione sociale; altrettanto importanti sono stati la condivisione di aggiornamenti  sulle attività di comunicazione e le sessioni dedicate allo stato generale di avanzamento del progetto e alla programmazione della sua fase conclusiva.

    La plenaria si è chiusa con una riflessione che attraversa l’intero progetto: il valore di ciò che si sta costruendo non risiede soltanto nei risultati prodotti, ma anche nei metodi, nelle relazioni e negli strumenti messi in campo lungo il percorso; una prospettiva che prova a rafforzare il dialogo tra ricerca, istituzioni e comunità e che guarda alla salute come a un tema da affrontare in modo integrato, dentro territori reali e insieme alle persone che li abitano.

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    Il 27 e 28 aprile 2026 Venezia ha ospitato la riunione plenaria del progetto One Health Citizen Science, un momento di lavoro e confronto che ha riunito partner istituzionali, enti di ricerca, università, referenti territoriali, soggetti impegnati nella comunicazione e nel management di progetto.

    L’incontro, organizzato dalla Regione Veneto, ha rappresentato uno spazio di allineamento e confronto tra realtà territoriali molto diverse tra loro ma accomunate da una stessa domanda di fondo: come comprendere meglio il rapporto tra ambiente e salute e come costruire strumenti sempre più efficaci per viverlo insieme alle comunità.

    La plenaria si è sviluppata come un momento di ricognizione collettiva sul lavoro svolto fino a fine aprile 2026 e sulle attività ancora in corso, con l’obiettivo di verificare l’avanzamento del progetto, condividere strumenti e metodologie, valorizzare i risultati già raggiunti e programmare in modo coordinato gli ultimi mesi di lavoro.

    Uno degli elementi emersi con maggiore forza è stata la volontà di leggere One Health Citizen Science come un’esperienza che prova a costruire connessioni tra competenze, territori e livelli diversi di intervento; nel corso della plenaria, infatti, si è parlato di monitoraggio ambientale, valutazione dell’esposizione, epidemiologia, biomonitoraggio, sorveglianza sanitaria, formazione, comunicazione del rischio e partecipazione delle comunità, mettendo in relazione attività che spesso, nei percorsi tradizionali, tendono a procedere in modo parallelo.

    Accanto agli aggiornamenti sullo stato di avanzamento delle attività tecnico-scientifiche, una parte importante del confronto è stata dedicata ai processi di coinvolgimento dei cittadini e al ruolo della comunicazione nella costruzione di percorsi di salute pubblica più accessibili e condivisi; sono state quindi richiamate esperienze territoriali differenti, accomunate dall’idea che la produzione di conoscenza non possa esaurirsi nella raccolta dei dati ma debba accompagnarsi a momenti di restituzione, ascolto e interpretazione condivisa.

    Tra i temi trasversali affrontati durante le due giornate è emersa anche l’importanza della formazione come leva di cambiamento. Formazione rivolta ai professionisti, alle istituzioni, ai territori e alle nuove generazioni, con l’obiettivo di rafforzare competenze capaci di leggere insieme ambiente, salute e dimensione sociale; altrettanto importanti sono stati la condivisione di aggiornamenti  sulle attività di comunicazione e le sessioni dedicate allo stato generale di avanzamento del progetto e alla programmazione della sua fase conclusiva.

    La plenaria si è chiusa con una riflessione che attraversa l’intero progetto: il valore di ciò che si sta costruendo non risiede soltanto nei risultati prodotti, ma anche nei metodi, nelle relazioni e negli strumenti messi in campo lungo il percorso; una prospettiva che prova a rafforzare il dialogo tra ricerca, istituzioni e comunità e che guarda alla salute come a un tema da affrontare in modo integrato, dentro territori reali e insieme alle persone che li abitano.

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  • +["<p>Il 27 e 28 aprile 2026 Venezia ha ospitato la riunione plenaria del progetto One Health Citizen Science, <strong>un momento di lavoro e confronto che ha riunito partner istituzionali, enti di ricerca, università, referenti territoriali, soggetti impegnati nella comunicazione e nel management di progetto</strong>.</p><p>L’incontro, <strong>organizzato dalla Regione Veneto</strong>, ha rappresentato uno spazio di allineamento e confronto tra realtà territoriali molto diverse tra loro ma accomunate da una stessa domanda di fondo: <strong>come comprendere meglio il rapporto tra ambiente e salute e come costruire strumenti sempre più efficaci per viverlo insieme alle comunità</strong>.</p><p>La plenaria si è sviluppata come un momento di ricognizione collettiva sul lavoro svolto fino a fine aprile 2026 e sulle attività ancora in corso, con l’obiettivo di <strong>verificare l’avanzamento del progetto</strong>, <strong>condividere strumenti e metodologie</strong>, <strong>valorizzare i risultati già raggiunti</strong> e <strong>programmare in modo coordinato gli ultimi mesi di lavoro</strong>.</p><p>Uno degli elementi emersi con maggiore forza è stata la volontà di leggere One Health Citizen Science come <strong>un’esperienza che prova a costruire connessioni tra competenze, territori e livelli diversi di intervento</strong>; nel corso della plenaria, infatti, si è parlato di <strong>monitoraggio ambientale</strong>, <strong>valutazione dell’esposizione</strong>, <strong>epidemiologia</strong>, <strong>biomonitoraggio</strong>, <strong>sorveglianza sanitaria</strong>, <strong>formazione</strong>, <strong>comunicazione del rischio</strong> e <strong>partecipazione delle comunità</strong>, mettendo in relazione attività che spesso, nei percorsi tradizionali, tendono a procedere in modo parallelo.</p><p>Accanto agli aggiornamenti sullo stato di avanzamento delle attività tecnico-scientifiche, <strong>una parte importante del confronto è stata dedicata ai processi di coinvolgimento dei cittadini e al ruolo della comunicazione nella costruzione di percorsi di salute pubblica più accessibili e condivisi</strong>; sono state quindi richiamate esperienze territoriali differenti, accomunate dall’idea che la produzione di conoscenza non possa esaurirsi nella raccolta dei dati ma debba accompagnarsi a momenti di restituzione, ascolto e interpretazione condivisa.</p><p>Tra i temi trasversali affrontati durante le due giornate è emersa anche l’importanza della <strong>formazione come leva di cambiamento</strong>. Formazione rivolta ai professionisti, alle istituzioni, ai territori e alle nuove generazioni, con l’obiettivo di rafforzare competenze capaci di leggere insieme ambiente, salute e dimensione sociale; altrettanto importanti sono stati la condivisione di aggiornamenti&nbsp; sulle attività di comunicazione e le sessioni dedicate allo stato generale di avanzamento del progetto e alla programmazione della sua fase conclusiva.</p><p>La plenaria si è chiusa con una riflessione che attraversa l’intero progetto: <strong>il valore di ciò che si sta costruendo non risiede soltanto nei risultati prodotti, ma anche nei metodi, nelle relazioni e negli strumenti messi in campo lungo il percorso</strong>; una prospettiva che prova a <strong>rafforzare il dialogo tra ricerca, istituzioni e comunità</strong> e che guarda alla <strong>salute come a un tema da affrontare in modo integrato, dentro territori reali e insieme alle persone che li abitano</strong>.</p>"]
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Versione creata il 09/06/2026 21:47
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